Il 6 febbraio 2026, presso il Dama – Tecnopolo Data Manifattura Emilia-Romagna di Bologna, si è svolto “Un futuro necessario. AI, cultura e creatività: visioni condivise, processi ed ecosistemi in evoluzione”, un evento di due giorni dedicato al ruolo strategico del digitale e dell’intelligenza artificiale nella trasformazione dei processi culturali e creativi. L’iniziativa, promossa dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito delle attività per la digitalizzazione del patrimonio culturale, ha visto la partecipazione di oltre 150 attori tra operatori culturali, amministrazioni pubbliche, ricercatori, imprese e professionisti dell’innovazione.

La giornata del 6 febbraio, intitolata “Storie di innovazione dal bando Digital Humanities”, ha messo in luce progetti e pratiche che dimostrano come il digitale e l’IA stiano già trasformando la gestione e la fruizione del patrimonio culturale. I progetti presentati sono stati finanziati dai fondi europei del Programma regionale Fesr 2021-2027. Durante gli interventi, i partecipanti hanno condiviso casi concreti, strumenti e modelli operativi, evidenziando il potenziale delle tecnologie digitali per ampliare l’accessibilità alla cultura, sperimentare nuovi linguaggi e rafforzare il legame tra patrimonio, creatività e territorio.

Il convegno, organizzato dal Settore Patrimonio culturale della Regione Emilia-Romagna insieme ai Clust-ER regionali Build, Innovate e Create, ha rappresentato un momento di approfondimento sui progetti selezionati dal bando Digital Humanities. Tra i temi centrali affrontati, vi sono stati l’impatto delle tecnologie adottate, le sfide incontrate e i modelli di sostenibilità sperimentati. L’evento ha offerto un’importante occasione di confronto tra musei, archivi, biblioteche e altre realtà del territorio.

Tra gli interventi principali, Marco Gaiani dell’Università di Bologna ha proposto una riflessione critica sull’uso delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale nel patrimonio culturale, sottolineando l’importanza della conoscenza condivisa per la conservazione e l’analisi del patrimonio. Livio De Luca del Centre national de la recherche scientifique (Cnrs) ha invece illustrato il progetto per il restauro della cattedrale di Notre-Dame, un esempio di approccio ecosistemico che integra dati, persone, strumenti e processi.

Un momento chiave della giornata è stato il confronto tra i soci dei Clust-ER Create, Build e Innovate, che hanno discusso le sfide principali per il futuro delle Digital Humanities in Emilia-Romagna. Quattro tematiche principali sono state analizzate lungo due catene del valore, con sondaggi interattivi per raccogliere le opinioni del pubblico.

Il Clus-ER Innovate è stato rappresentato da Luca Arcangeli, Project Manager del Clust-ER Innovate, e Giulia Cervone, Communication and Event Specialist del Clust-ER Innovate. La loro presenza ha sottolineato l’impegno del Clust-ER Innovate nel promuovere l’integrazione tra competenze tecnologiche, culturali e territoriali per il futuro delle Digital Humanities nella regione. L’iniziativa si inserisce nel programma di Art City Bologna 2026 ed è stata realizzata in collaborazione con Art-ER e la Fondazione Fitzcarraldo.

Il progetto è realizzato grazie ai Fondi europei della Regione Emilia-Romagna - Pr Fesr 2021-2027